18 marzo 2013

A spasso per Ramandolo con degustazioni a base di erbe selvatiche


Giornata entusiasmante quella di domenica 17 marzo 2013, a spasso per Ramandolo di Nimis (UD), raccogliendo le piante selvatiche che offre questa stagione, in compagnia di Giusi Foschia de "Il Giardino Commestibile" che ha organizzato come di consueto l'appuntamento di fine inverno per "addestrare" gli appassionati a riconoscere le numerosissime piante spontanee che si possono utilizzare in cucina, per contornare le ricette preferite, per creare ingredienti da conservare tutto l'anno, ma anche da utilizzare immediatamente come ingredienti principali dei piatti.

Noi, io e Sabrina ci siamo dati da fare per organizzare le tre tappe di ristoro in programma, dove poter fare assaggiare ai 25 partecipanti gran parte delle erbe incontrate e raccolte durante il cammino lungo i sentieri di Ramandolo.
Nonostante la giornata fredda e umida il gruppo parte dalla chiesetta di Ramandolo alle ore 10.00 e scendendo dal nuovo sentiero naturalistico raggiunge la cantina di Claucigh Andrea, prima pausa di ristoro, dove offriamo un aperitivo a buffet con crostini alla crema di aglio orsino, che produce Giusi, crostini con patè di sesamo, erba cipollina di campo e germogli di alfa alfa su pane di kamut, e infine tartine al cren con germogli di ravanello sango su pane di segale, tutto è condito con i migliori vini bianchi e rossi di Andrea.










Il cammino continua scendendo per i ronchi, giù fino a Nimis, e noi ci spostiamo rapidamente per sistemare la seconda tavolata nella cantina nuova de "I Comelli" dove prepariamo una freschissima insalata di valerianella (ardielùt), con fiori e foglie di primula condita con una salsa al miso d'orzo, un delizioso piatto misto composto da tritello di grano alle olive capperi e prezzemolo, topinambur saltato con cipolla rossa carote e zenzero e carpaccio di topinambur marinato con maionese veg.
Sia il posto che i vini, dal refosco al Ramandolo vengono molto apprezzati e sembra che il gruppo affiatato si senta a proprio agio nella cantina in cui scattiamo una bella foto tutti assieme.










E' ora, infine, di ritornare sulle colline alte, verso l'ultima tappa a casa di Rita (mia mamma), che mette a disposizione la piccola taverna sotto casa per un rinfresco a base di frittate, sia classiche che vegan e insalate selvatiche con ben 15 tipi di erbe diverse, (cardamine rosette basali,borsa del pastore foglie, tarassaco foglie, stellaria media foglie, finocchio selvatico, malva foglie, piantagine lanceolata foglie tenere, aglio orsino poche fogliette, acetosa, primula foglie, margheritine rosette basali, favagello poche foglie, rosolaccio, lucertolina fetent).
Qui l'ospitalità è quella di casa, con la classica brocca di vino rosso, qualche infuso di fiori, e ricche discussioni sui componenti assaggiati finora in giro per le tavole imbandite di Ramandolo.







La formula raccogli e mangia sembra aver avuto un bel successo, e a me personalmente ha divertito parecchio preparar da mangiare con il format catering.

E un altra volta la cucina vegan ha riscosso il successo che merita e ha dimostrato di andare pienamente d'accordo con le erbe selvatiche.

Ringrazio Giusi per l'opportunità.

Max

14 marzo 2013

Bomba di energia

L'ideale sarebbe iniziare la giornata consumando frutta o succhi freschi, nient'altro per non andare ad intasare l'organismo, che secondo le fasi biologiche ciracadiane dalle 4 di mattina fino all'ora di pranzo è in fase di eliminazione. Io però ho sperimentato un mix di superalimenti, una selezione di frutta secca che è una vera e propria bomba di energia.
La frutta secca però, per essere meglio assimilata bisogna reintegrarla dell'acqua che aveva in origine.
Quindi per cominciare a preparare questa bomba, copri tutti i frutti con l'acqua e ammollali per una notte.
Scola, risciacqua e poni tutti i frutti in una terrina, aggiungi qualche cucchiaino di cacao in polvere e unisci un cucchiaio di malto d'orzo, mescola bene e gusta.
Si può conservare in frigo per qualche giorno e consumare a colazione e a merenda.

Ingredienti:

mandorle naturali bio non pelate
noci spezzettate
anacardi a pezzetti
uvetta
bacche di goji
datteri a pezzetti
cacao amaro naturale bio
malto di orzo naturale bio

L'idea per questa ricetta l'ho rubata a Vanessa Sartori, consulente di alimentazione naturale, che durante un seminario ci ha preparato una delizia simile condita però con farina di carruba.
Grazie Vanessa.

13 marzo 2013

Frittata di ceci ai porri e carote


Prepara la pastella con 100 gr di farina di ceci e 200 ml di acqua, amalgama bene con la frusta, aggiungi un pò di sale, pepe, rosmarino, salvia ed erba cipollina, lascia riposare per mezz'ora.
Taglia a fette 2 porri e a cubetti 2 carote, trita un cm di zenzero fresco e salta tutto in padella per 5 min con un filo d'olio.
Unisci le verdure saltate alla pastella e mescola bene, scalda una padella unta con un filo d'olio e versaci il composto, copri, e cuoci per 10 minuti a fuoco lento controllando ogni tanto che non attacchi.
Quando il composto si stacca dal fondo giralo aiutandoti con un piatto o con il coperchio e lascia cuocere altri 10 min a fuoco basso, quando il colore della superficie sarà dorato la frittata è pronta.
La puoi consumare calda appena fatta o anche fredda il giorno dopo, buona anche l'idea di mettersela nel panino tipo tortilla.

4 marzo 2013

Tagliatelle integrali con agretti


Facile in questo periodo, trovare sui banchi dei negozi di ortaggi e nei reparti di frutta e verdura bio gli agretti, detti anche barba dei frati, sono utilizzati infatti da marzo a fine maggio, venduti in ciuffi ricordano l'erba cipollina, ma non sono altro che la pianta giovane della salsola soda, specie che cresce in primavera nelle zone costiere del bacino mediterraneo.
Ricchi di sali minerali e proprietà depurative, gli agretti si presentano di un verde brillante con base rossiccia e dura, il sapore è quasi acre.
Sono ottimi lessati o cotti a vapore e conditi semplicemente con olio e limone, o all'aglio.
Io li ho saltati con dei cipollotti, aglio, olio, sale e pepe, e il succo di mezza arancia, aggiunti ad una porzione di tagliatelle bio integrali e gustati assieme.
In questo periodo sarebbero da consumare ogni giorno per un mese, per godere delle loro proprietà depurative e uscire dall'inverno in piena forma.

24 febbraio 2013

Insalata di cavoletti al lime


I bambini non vanno matti per la verdura, ma per questa insalata dai colori vivaci e il sapore dolciastro sicuramente si.
Si tratta di usare al meglio 5 semplici ingredienti che mischiati tra loro creano un equilibrio di sapori piacevole e fresco. Alla base ci sono i cavoletti di bruxelles crudi affettati fini, uvetta passita, mela rossa farinosa tagliata a cubetti, arancia tarocco tagliata a cubetti e succo di lime, un pizzico di sale integrale, olio di oliva e il gioco è fatto, semplice e gustoso in un momento.

Provate!;)

21 febbraio 2013

Lunga vita


Come fare il pieno di energia senza appesantirsi? Con un piatto unico, colorato e soprattutto crudo.


Verza e sedano rapa con succo e cubetti di lime e semi di girasole
Avocado schiacciato al limone e aglio
Carciofi tagliati fini al sale e limone
Puntarelle al sale e limone 
Valerianella e tartare di barbabietola all'olio di lino e shoyu
Carote al naturale
Chapati crudista
Tritello di farro (unico ingrediente cotto) con salsa al sesamo e semi di zucca



Questo lo chiamerei "Lunga vita".


18 febbraio 2013

Cenetta in 20 minuti


Un piatto veloce ma elegante in 20 minuti, con un pò di fantasia, qualche ingrediente esotico e alcuni strumenti particolari.

Tartare cruda di avocado e mela al limone
Tartare cotta di carote e porri
Noodles al gomasio e nori tostate

Taglia a piccoli cubetti 2 carote, 1 avocado, 2 piccole mele rosse, a fette sottili 1 porro e alla julienne 1 foglio di alghe nori.
Cuoci al vapore le carote e i porri per 10 minuti, condiscili in una ciotola con sale, pepe e olio di semi di zucca.
Unisci in una terrina l'avocado e la mela, condisci con il succo di mezzo limone.
Cuoci i noodles per 5 minuti, scolali e aggiungi con un filo d'olio di oliva e gomasio alla spirulina.
Scotta 1 minuto le alghe nori a fiamma alta.

Con le due tartare forma direttamente nel piatto due sformatini usando uno stampino cubico in acciaio, affianca i noodles e le alghe nori sminuzzate.

Il piatto veloce è ideale affiancato ad un vino bianco tipo Friulano.

Buon appetito!



13 febbraio 2013

Crema di avocado


Una crema semplice semplice che si prepara in 5 minuti ed ha un risultato stupefacente.
Bastano, 1 avocado maturo, una confezione di tofu vellutato, 1 o 2 spicchi di aglio (a seconda dei gusti), un cucchiaio di menta tritata (fresca o essiccata), il succo di mezzo limone o lime, un cucchiaio di olio d'oliva, qualche pizzico di sale integrale.
Unisci l'aglio schiacciato e tutti gli ingredienti, strapazzali in una terrina con un cucchiaio e poi passali qualche secondo con il minipimer.
Otterrai una crema morbida e fresca, ma può risultare allo stesso tempo accattivante se avrai esagerato un pò con l'aglio, come piace a  me!

Buonissima sul pane nero ai semi di girasole o sui crostini di pane integrale.


4 febbraio 2013

Maionese alla barbabietola

Il colore è strepitoso, ma non spaventatevi, non ci sono additivi strani in questa maionese alla barbabietola.

Ma bensì:

200 g di latte di soia
30 g di succo di barbabietola rossa biologico
250 g di olio di semi di girasole
50 g di olio extravergine di oliva
succo di 1/2 limone
1 cucchiaino di sale integrale

Il procedimento è lo stesso che si usa per preparare la classica maionese e cioè, unisci tutti gli ingredienti, tranne gli oli, nel robot, frulla per qualche secondo, e sempre frullando aggiungi pian piano a filo i due oli mischiati assieme.

...il risultato sarà una crema soffice che ricorderà quella delle torte, ma il suo sapore una cosa tutta nuova.
Si adatta soprattutto alle verdure, dalle crudità da servire in pinzimonio fino alle insalatone miste.


3 febbraio 2013

Chips di zucchine


Meglio delle patatine queste chips preparate con l'essiccatore.
Semplicissimo, basta affettare le zucchine a 3-4 mm, porle nei ripiani dell'essiccatore, spolverizzarle con un pò di sale alle erbe e lasciarle per 8 ore a 40°C.

p.s. Non è ancora la stagione giusta per preparare queste delizie, anche se nei supermercati si trovano sempre.
L'ideale è di farne una bella scorta in estate quando gli orti ne sono stra colmi, e consumarle nei mesi successivi.

26 gennaio 2013

Bieta e cicoria dal cuore freddo


In questo piatto non è il cuore dei due ortaggi ad essere freddo ma bensì un componente che ho aggiunto alla ricetta, la cicerchia, un legume antico semplice e rustico che rappresenta le tradizioni antiche del centro italia.
Cotta la cicerchia in acqua bollente per 30 minuti, l'ho poi scolata e raffreddata in acqua fredda, in fine semplicemente condita con un filo d'olio e shoyu.
Nel frattempo ho lavato e affettato grossolanamente 3 porri, 2 cespi di bieta e 2 di cicoria Katrina, ridotto a piccoli cubetti 2 spicchi di aglio e 2 cm di zenzero fresco.
Ho leggermente soffritto il porro con l'aglio e lo zenzero e ho subito unito le 2 verdure bagnate con un pò d'acqua.
Cotte a fuoco medio con il coperchio per 10 minuti, e infine condite con sale integrale alle erbe e olio extravergine di oliva.
Quindi ho sistemato un mucchietto di cicerchia al centro del piatto e l'ho ricoperto totalmente con le verdure ancora fumanti.
Ecco che poi, solo mangiando si scopre il cuore freddo di questo misterioso piatto.

Max

24 gennaio 2013

Formaggio veg di soia


Questa volta ho usato ingredienti alla soia anzichè le noci, per ottenere un formaggio solido ma morbido e molto cremoso, ottimo sia da spalmare che da affettare.
La ricetta è semplice, è importante però procurarsi tutti gli ingredienti necessari, facilmente reperibili in tutti i negozi bio, e alcuni stampini in silicone di 8/10 cm di diametro.

350 ml di latte di soia (se contiene più di 2 g di grassi per 100 g il risultato sarà migliore, io ne ho trovato uno con 2,78 g)
150 ml di panna di soia
40 g di lievito alimentare in scaglie
40 g di fiocchi di avena tostati
25 g di maizena (o fecola di patate fine)
2 cucchiai di burro di soia
2 cucchiai di yogurt di soia naturale
1 cucchiaino di sale fino integrale
olio di semi per ungere gli stampi

Macina finemente i fiocchi di avena, unisci tutti gli ingredienti nel robot da cucina e amalgamali per bene a bassa velocità.
Versa il composto in una pentola e cuoci a fiamma bassa fino a quando comincia a solidificarsi.
Fai intiepidire e versa negli stampi precedentemente oliati, lasciali raffreddare e ponili in frigo coperti.
Dopo 2 ore i formaggi saranno pronti da sformare e condire a piacimento con erbe fresche, pepe, peperoncino o fiori essiccati, oppure semplicemente da spalmare o consumare così com'è.

Max

23 gennaio 2013

Earthlings

L'uomo è inguardabile mentre compie certe azioni, io non appartengo a questa razza o non ci voglio appartenere.... sempre più animalista, sempre meno uomo.


20 gennaio 2013

Alghe wakame al sesamo e lino


Semplicissime le alghe wakame da preparare, è sufficiente ammollarle per 10 minuti in acqua tiepida, queste, da sottili fili secchi e scuri, come si presentano nella busta in versione essiccata, si allargheranno fino ad 1 centimetro di larghezza diventando morbide, croccanti e di un colore verde brillante.
Il sapore delle wakame non è forte come quello di altre alghe, che a volte sanno proprio di mare, ma si prestano molto bene ad accogliere qualsiasi condimento senza invaderlo.
Gli abbinamenti più consueti sono, la vinaigrette fatta con salsa tahin o aceto di riso, acidulato di umeboshi oppure salsa di soia shoyu.
Io le ho condite con abbondanti semi di sesamo e di lino tritati al mortaio, salsa di soia tamari e olio extravergine di oliva, servite così a freddo sono un ottimo antipasto, che meglio consumare da solo per assaporarne tutto l'aroma.

19 gennaio 2013

Sulla B12

Il testo di Carol ci spiega qualcosa sulla vitamina B12.


Su cortese richiesta.....Affrontiamo il discorso sulle vitamine del gruppo B, e la “famigerata B12”
..... in modo semplice, breve (sono stata più breve possibile :)) e comprensibile.

La scienza della nutrizione classica insegna che la B12 è presente solo in prodotti di origine animale come carne, uova e latticini e che non si trova in verdure, frutta, semi, noci, legumi germogliati o germogli in generale.

Eppure la B12 viene prodotta da batteri che sono così ampiamente diffusi in natura e che molte, o la maggior parte, delle piante commestibili contengono piccole quantità di vitamina B12. Ancora più importante, la scienza ha dimostrato la nostra principale fonte di vitamina B12 viene dai nostri stessi batteri chiamati probiotici, o flora batterica intestinale.

Se è vero che i prodotti di origine animale, in particolare del fegato di manzo, sono grandi fonti di vitamina B12, è anche vero che la frutta e verdura contengono la vitamina. Alcune delle piante in cui la B12 è stata isolata includono:

* banane
* verdure a foglia larga
* semi di girasole
* porri
* datteri
* germogli
* barbabietole
* fagiolini
* carote
* piselli
* alga nori, chlorella, spirulina 

Gli scienziati contrastano la dieta vegana e in particolare la vegana crudista, dicendo che sebbene questo sia vero, le piante contengono solo piccole quantità di vitamina B12. Sicuramente hanno ragione e questo è vero, c'è una ragione per questo! Il motivo è il nostro fabbisogno giornaliero è veramente piccolissimo!

La logica ci direbbe se la natura ha messo solo piccole quantità nel nostro cibo, allora il nostro bisogno è minimo. In realtà, abbiamo bisogno di meno di un micro-grammo. Un micro-grammo è un milionesimo di grammo al giorno. Non solo, ma il nostro corpo ricicla la vitamina B12 più e più volte prima di eliminarla.

Non mi sorprenderebbe se un giorno quando la scienza diventerà molto più sofisticata, verrà dimostrato che tutti gli alimenti vegetali che contengono una qualsiasi delle vitamine del gruppo B contiene anche vitamina B12. Il motivo è che le vitamine del gruppo B non si trovano mai singolarmente negli alimenti, ma in complessi. 

Anche se questa teoria non fosse vera, in realtà non sarebbe un problema, poichè tutti noi abbiamo una fabbrica B12 proprio nell'intestino. La vitamina B12 viene prodotta da microrganismi chiamati flora batterica (i nostri batteri amici) e si trovano nell'intestino tenue. Questa flora “amica” è composta da batteri non patogeni e colonie di lievito, circa 126 ceppi di cui finora siamo a conoscenza. Uno dei più noti è il Lactobacillus acidophilus.

Domandatevi questo, se le mucche che sono cariche di B12 non mangiano carne, da dove ottengono la loro B12? E 'ben documentato la loro flora batterica produce la vitamina B12 proprio come la nostro. Anche il nostro fegato la conserva per giorni di pioggia. 

La maggior parte con delle persone che presentano carenza di questa vitamina sono mangiatori di carne. E' l'abitudine nociva di sovraccaricare il sistema digestivo regolarmente con tossine, con la conseguenza che il cibo da loro ingerito (carne per lo più) attiva processi di putrefazione invece di digestione, che distrugge la flora batterica “amica”. Questo naturalmente porta ad una carenza di vitamina B12 e dei problemi di salute che ne derivano.

Altri assassini delle nostra flora batterica sono tutti i medicinali, soprattutto antibiotici, oltre che l'eccesso di alimenti proteici, cibi ricchi di grassi, additivi chimici, stress emotivo e cibo povero in minerali e vitamine.

Una cottura “conservativa” fatta con un leggero vapore solo per le patate, rende per esempio la B6 molto disponibile. Poi la troviamo in avocado, piselli, spinaci, patate, peperoni rossi, peperoncini, asparagi, broccoli, cavolfiore, carote, banane, semi e noci.

Ottimi sono la melassa e il lievito alimentare (per chi non ha intolleranze ai lieviti).

Ciao! Carol

18 gennaio 2013

Serve davvero tutto questo?


E brutto, e squallido, è orrendo, eppure funziona così, questo è il nostro sistema...

13 gennaio 2013

Chapati crudista agli ortaggi cotti e crudi

Questa volta il gioco si capovolge, un gioco fatto di cotto/crudo che a differenza dei soliti piatti a base di pane e chapati trova il crudo alla base e il cotto nei componenti aggiuntivi.
Una piccola piramide di colori, di sapori e di consistenze diverse, una piccola portata dalle grandi proprietà.
Infatti il chapati mantiene intatte tutte le proprietà dei semi oleosi e del grano saraceno di cui è composto, essendo prodotto con l'essiccatore senza superare i 40°C di temperatura. L'avocado, considerato sia frutto che vegetale, ricco di grassi insaturi e omega-3, il mango e le carote cotti a vapore, e i ricchissimi germogli di aglio, dal sapore forte che va in contrasto con gli ortaggi.
Ma non vi ho ancora detto gli ingredienti che ho utilizzato per questo piatto.

Ingredienti:

Chapati crudista (vedi ricetta dell'11 gennaio 2013)
maionese vegan
avocado maturo
mango
carote
germogli di aglio
salsa tamari o teriyaki
olio extravergine di oliva
sale rosa dell'Himalaya
pepe nero macinato
olio di semi di zucca

Cuoci al vapore per 10 minuti il mango e le carote tagliate precedentemente a cubetti, togli, fai raffreddare e condisci con olio di semi di zucca e salsa teriyaki o tamari.
Affetta a cubetti l'avocado e in una terrina condisci con sale dell'Himalaya, pepe nero e olio di oliva extravergine.
Poni un chapati al centro del piatto, spalmalo con la maionese vegana e mettici sopra le carote e il mango, poi termina la piramide con i cubetti di avocado e guarnisci con i germogli di aglio.

Un piatto da gustare e assaporare con pazienza ascoltando bene tutto quello che ha da dire.

Max

11 gennaio 2013

Chapati crudista


Per la preparazione di questa ricetta occorre l'essiccatore.

Non è del tutto semplice preparare questi chapati, ma prendendosi un pò di tempo e pazienza si ottiene un buon prodotto, e non è nemmeno difficile.
La cosa più impegnativa è prepararsi il grano saraceno germogliato, il componente principale che da corpo a questi panetti e che bisogna fare in precedenza.

Grano saraceno germogliato:

Occorre per prima cosa ammollare il grano saraceno (io ne ho utilizzato 1 kg), in acqua per 30 minuti, poi versarlo in un colino, porre il colino in un contenitore e coprirlo con un panno.
Lasciare germogliare per circa 36 ore risciacquando 2-3 volte al giorno.
Dal seme spunterà un germoglio che sarà pronto quando avrà raggiunto la stessa lunghezza del chicco.
Per terminare l'operazione, i germogli, vanno posti nell'essiccatore per 8-10 ore a 40°C.

Chapati

Ingredienti:

260 gr di semi di girasole
840 gr di grano saraceno germogliato essiccato
120 gr di semi di lino
1 cucchiaio di sale integrale
1 cucchiaino di pepe nero macinato
1/2 cucchiaio di cumino macinato
10 gr di salvia macinata
160 ml di olio extravergine di oliva
500 ml di acqua

Trita finemente con un macina caffè i semi di girasole, il grano saraceno, i semi di lino e tutti gli altri componenti da utilizzare macinati.
Mescola in un contenitore capiente tutti gli ingredienti secchi, aggiungi poi l'olio e l'acqua, e mescola a mano per ottenere una pastella omogenea.
Con un cucchiaio da gelato ricava delle palline di 50 gr, disponile su un foglio di carta da forno, e con un mattarello appiattisci fino ad ottenere delle gallette di 10 cm di diametro.
Distribuiscile nei piani dell'essiccatore e lascia essiccare per 5 ore a 40°C.
Otterrai dei chapati sodi e teneri, pronti da utilizzare in mille modi o da consumare così come sono.





10 gennaio 2013

Lei sa che non è così

...dal libro "Se niente importa" di Jonathan Safran Foer...

Grazie per aver condiviso con me la trascrizione dei pensieri di Nicolette.
Io lavoro alla PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), mentre Nicolette è una produttrice di carne, ma penso a lei come un alleata nella battaglia contro l'allevamento intensivo, ed è mia amica.
Sono d'accordo su tutto quello che dice sull'importanza di trattare bene gli animali e sui prezzi della carne prodotta negli allevamenti industriali tenuti artificialmente bassi.
Sono senz'altro d'accordo che chi mangia gli animali dovrebbe mangiare solo animali cresciuti al pascolo nutrendosi di erba, soprattutto i bovini.
Ma qui casca l'asino: Perchè mai mangiare gli animali?

Primo, pensa all'ambiente e alla scarsità di cibo: non c'è differenza etica tra mangiare carne e buttare un enorme quantità di cibo nella pattumiera, perchè gli animali che mangiamo trasformano solo una piccola frazione di cibo che ingeriscono in calorie di carne: ci vogliono da 6 a 26 calorie di mangime perchè un animale produca una sola caloria di carne.

La stragrande maggioranza di quello che coltiviamo negli Stati Uniti va a sfamare gli animali-parliamo di terra e cibo che potremmo usare per sfamare esseri umani o per salvaguardare la natura-, e lo stesso accade in tutto il mondo, con conseguenze devastanti.
Il relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto all'alimentazione ha definito un <<crimine contro l'umanità>> trasformare cento milioni di tonnellate di cereali e mais in etanolo, mentre quasi un miliardo di persone soffre la fame.

Quindi che genere di crimine commette l'industria zootecnica che usa 756 milioni di tonnellate di cereali e mais all'anno, più che sufficiente a sfamare adeguatamente il miliardo e mezzo di persone che vivono in estrema povertà?
E quei 756 milioni di tonnellate non tengono conto del fatto che anche il novantotto per cento dei 225 milioni di tonnellate di soia prodotte nel mondo serve come mangime per gli animali.
Favorisci una grossa inefficienza e pompi il prezzo del cibo per i più poveri della Terra anche se mangi solo carne Nimin Ranch (azienda produttrice di carne non intensiva).
E stata questa inefficienza - non il costo ambientale e neppure il benessere degli animali- a indurmi a smettere di mangiare carne.

Alcuni allevatori ci tengono a sottolineare che esistono habitat marginali dove non si può coltivare cibo ma si può allevare bestiame e che il bestiame può fornire sostanze nutritive quando i raccolti si rovinano.
Queste argomentazioni, però, hanno un fondamento serio solo per i paesi in via di sviluppo.
Lo scienziato più noto del settore, Rajendra Kumar Pachauri, presidente dell' IPCC (Comitato intergovernativo sul cambiamento climatico) e vincitore del premio Nobel per la pace per il suo lavoro, sostiene che tutti gli abitanti del mondo sviluppato dovrebbero optare per una dieta vegetariana, solo per ragioni ambientali.
Naturalmente è la questione dei diritti degli animali a farmi stare alla PETA, e la scienza di base ci insegna che anche gli altri animali sono fatti di carne, sangue e ossa, proprio come noi.
Un allevatore di maiali canadese ha ucciso delle donne, appendendole ai ganci dove si appendono normalmente le carcasse dei maiali.
Nel corso del processo, ha suscitato un profondo orrore e un disgusto viscerale la rivelazione che alcune delle donne sarebbero finite nel piatto di persone convinte di mangiare il maiale di quel produttore. 
I consumatori non erano in grado di distinguere tra carne trita suina e carne umana. Certo che non erano in grado. Le differenze anatomiche tra esseri umani e maiali (e polli, manzi ecc) sono insignificanti rispetto alle somiglianze: un cadavere è un cadavere, la carne è carne.

Gli altri animali possiedono i nostri cinque sensi. E sempre più capiamo che hanno bisogni emotivi, psicologici e comportamentali che l'evoluzione ha creato in loro proprio come in noi.
Gli altri animali, come gli esseri umani, provano piacere e dolore, felicità e tristezza.
Il fatto che gli animali siano mossi da molte delle stesse emozioni che toccano noi è ben attestato. 
Chiamar <<istinto>> l'intero complesso delle loro emozioni e dei loro comportamenti è stupido, cosa su cui Nicolette è d'accordo.
Trascurare le ovvie implicazioni morali di queste somiglianze è facile al mondo d'oggi: è comodo, vantaggioso e frequente. E anche sbagliato.
Ma non basta sapere soltanto cosa è giusto o sbagliato: l'azione è l'altra, più importante faccia della medaglia del giudizio morale.
L'amore di Nicolette per i suoi animali è nobile? Lo è quando la spinge a vederli come individui e a non voler fare loro del male. Ma quando la spinge a farsi complice della marchiatura, della sottrazione dei piccoli alle madri e dello sgozzamento degli animali mi è più difficile capirla.
Ecco il perchè: prova ad applicare le sue argomentazioni sul consumo di carne all'allevamento di cani e gatti, o magari di esseri umani.
Molti di loro perderanno la loro simpatia.
Di fatto quello che lei sostiene suona spaventosamente simile (ed è strutturalmente identico) alle affermazioni di quegli schiavisti che sostenevano di trattare meglio gli schiavi senza abolire la schiavitù.
Uno potrebbe ridurre una persona in schiavitù e garantirle <<un buona vita e una morte facile>>, come dice Nicolette parlando degli animali d'allevamento.
E preferibile che maltrattare quello schiavo? Certo.
Ma nessuno se lo augurerebbe comunque.
...

Mangiar carne può essere <<naturale>>, e la maggior parte della gente può trovarlo accettabile-certo che gli uomini lo fanno da un sacco di tempo-, ma queste non sono argomentazioni morali.
In realtà tutto il progresso morale e sociale dell'umanità rappresenta un superamento esplicito di ciò che è <<naturale>>.
E il fatto che nel Sud quasi tutti fossero a favore della schiavitù non dice niente sulla sua moralità.
La legge della giungla non è uno standard  morale a prescindere da quanto può far sentire meglio i carnivori per il fatto che mangino carne.
...

Di solito prendere una decisione morale comporta una scelta tra conflitti d'interesse seri e inevitabili.
In questo caso i conflitti d'interesse sono: Il desiderio umano di un piacere del palato e l'interesse animale di non essere sgozzato.
Nicolette ti dirà che loro danno all'animale <<una buona vita e una morte facile>>.
Ma la vita che danno ai loro animali non è neanche lontanamente buona come la maggioranza di noi garantisce ai propri cani e gatti (possono dare agli animali una vita e una morte migliore della Smithfield-allevamento intensivo, ma buona?).
E in ogni caso che genere di vita finisce a dodici anni, che con le debite proporzioni sarebbe l'età umana degli animali più vecchi della fattoria di Bill e Nicolette, fatta eccezione per quelli da riproduzione.

La decisione di mangiare carne in generale (anche se prodotta con metodi meno crudeli) porterà altri che conosci a mangiare carne prodotta in allevamenti intensivi che magari non avrebbero mangiato. 
Che messaggio trasmettono i leader del movimento per la <<carne etica>>, come i miei amici Eric Schlosser e Michael Pollan e persino gli allevatori della Niman Ranch, se dalle loro tasche escono regolarmente soldi che finiscono all'industria zootecnica?

Jonathan Safran Foer

Queste pagine mi fanno molto riflettere sulla responsabilità che ha ognuno di noi, in ogni scelta che fa, verso il mondo intero.
Ogni piccola scelta personale può condizionare gli altri e provocare un grosso cambiamento nella vita di tutti i giorni, ogni scelta può cambiare il "normale" vivere, le abitudini e i modi che spesso si usano senza pensare all'enorme impatto negativo che possono avere su ognuno di noi.

La responsabilità non si compra e non si vende, ma è dovere di tutti divulgarla il più possibile.

La scelta alimentare è quella più importante.

Max




7 gennaio 2013

Nachos crudisti


I nachos crudisti sono un particolare alimento a base di semi di lino macinati, ricchissimi di acidi grassi omega3, sali minerali come manganese, fosforo, rame e magnesio, proteine e vitamine del gruppo B.
I semi di lino, come l'olio di lino spremuto a freddo, sono un alimento molto importante per la dieta vegetariana/vegana e andrebbero consumati più spesso rigorosamente tritati a crudo.

La ricetta per questi nachos è molto particolare ma richiede componenti facili da reperire.
Occorre l'essiccatore, il mixer da cucina e il macina caffè.

Ingredienti:

5 cucchiai di rosmarino secco intero
300 gr di semi di lino
70 gr di cipolla rossa tagliata grossolanamente
1 litro di acqua
140 gr di pomodori secchi
3 cucchiai di aceto di mele
1/2 cucchiaino di aglio in polvere
1 pizzico di pepe nero
1 pizzico di peperoncino di cayenna

Sminuzza con un mortaio o un mattarello metà del rosmarino secco. Conserva a parte.
Macina finemente (con un macina caffè) i semi di lino.
Metti nel mixer da cucina il rosmarino rimanente (non sminuzzato) e tutti gli ingredienti compresa l'acqua, tranne il lino macinato.
Frulla in modo da ottenere un passato omogeneo.
Versa in una ciotola e incorpora il lino macinato e il rosmarino sminuzzato.
Disponi una parte di composto su di un foglio di carta da forno (tagliata a misura dell'essiccatore)  spiana uniformemente con una spatola, deve risultare uno strato di circa 1 mm.
Sempre con la spatola traccia dei segni leggeri in modo da formare dei rettangoli di 5 cm x 3 cm oppure dei triangoli più o meno delle stesse dimensioni.
Ripeti questa operazione con il resto del composto, riempiendo ogni ripiano dell'essiccatore.
Metti quindi a essiccare per 16 ore a 40°C rigirandoli a metà ciclo (8 ore), togliendo la carta.

I nachos risulteranno completamente asciutti e croccanti, pronti da consumare accompagnati a maionese o guacamole, oppure con una salsa di peperoni piccante.

Buon lavoro e buon appetito.





6 gennaio 2013

Crema di nocciole


Ingredienti:

180 gr di nocciole (tostate o crude)
3 cucchiai abbondanti di cacao puro in polvere
3 cucchiai di zucchero grezzo di canna (o malto di riso o d'orzo)
9 cucchiai di latte di riso (o di soia)
3 cucchiai di olio di semi di girasole bio
1 cucchiaino di vaniglia in polvere

Importante è usare ingredienti di ottima qualità, come lo zucchero di canna Mascobado, il cacao magro al 100%, entrambi di Altromercato, le nocciole dell'albero vicino casa o casa dell'amico, e l'olio di girasole biologico e deodorato.
Quindi, una volta sbucciate tostiamo le nocciole nel forno preriscaldato a 180° per pochi minuti, le lasciamo raffreddare un attimo e le passiamo tra le mani per eliminare la pellicina rimasta secca.
Frulliamo le nocciole tostate nel robot da cucina fino a creare una pasta più fine possibile, aggiungiamo il cacao, lo zucchero e la vaniglia e frulliamo ancora per 1 minuto. 
Infine, continuando a frullare aggiungiamo il latte di riso e poi l'olio, lasciamo andare ancora 1 minuto perchè il tutto si amalgami bene, e il gioco è fatto.
Se le dosi degli ingredienti saranno esatte e gli ingredienti quelli consigliati non servirà correggere, la crema risulterà morbida e il sapore non sarà ne troppo dolce ne troppo amaro, altrimenti correggete aggiungendo ciò che vi sembra opportuno.

Se si usassero le nocciole senza essere tostate questa crema potrebbe risultare crudista, certo ne perderebbe leggermente in aroma ma le proprietà delle nocciole rimarrebbero intatte.

Addio latte e olio di palma e benvenuta salute, ma non esageriamo con le cucchiaiate!!

4 gennaio 2013

Biscotto crudista di cocco macadamia


Questo biscotto si prepara in 15 minuti, ma ci mette ben 12 ore a "cuocere", la sua cottura viene fatta con l'essiccatore a 40° per poter mantenere intatte tutte le proprietà dei componenti anch'essi usati rigorosamente crudi e biologici.
Per la preparazione di circa 30 biscotti occorre:

150 gr di noci di macadamia
400 gr di crema di datteri (preparata precedentemente frullando 400 gr di datteri ammollati per un paio d'ore, e 300 ml di acqua, la stessa usata per l'ammollo)
1/2 cucchiaio di zenzero fresco tritato
2 cucchiai di olio di girasole
180 gr di noce di cocco grattugiata
100 gr di crusca
180 gr di uvetta
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
1 pizzico di sale

Per prima cosa trita grossolanamente le noci di macadamia con il robot.
Mescola le noci con tutti gli altri componenti, e forma dei biscotti cilindrici dello spessore di poco meno di 1 cm.
Disponili nell'essiccatore e lasciali essiccare a 40° per 12 ore.

Devono risultare croccanti fuori e morbidi dentro.

3 gennaio 2013

Stella di sedano rapa

Già avevo presentato un modo per cucinare il sedano rapa a modi carpaccio, questa volta il componente è lo stesso ma la ricetta tratta il piatto completo.
La prima cosa da fare è procurarsi il sedano rapa biologico, lavarlo, tagliarlo in 4 pezzettoni e sbollentarlo 10 minuti in acqua bollente o a vapore, eliminare quindi la buccia e le parti grezze, e affettarlo a circa 3 mm.
Comporre con le fette una stella su un piatto piano, condire con olio extravergine di oliva, prezzemolo fresco e secco.
Infine creare al centro del piatto un mucchietto di maionese vegan fatta in casa, contornare con patè di aglio orsino e porre  un cucchiaino di senape nel mezzo della stella.
Il massimo per gustare questa composizione sarebbe di crearne una a testa, creando la stella in un piatto più piccolo.


21 dicembre 2012

Pampepato

E dopo il castagnaccio viene il tempo del pampepato, più speziato e più consueto per le feste natalizie.
Una piccola bombetta calorica, ma che non ha nessuna colpa non contenendo nè latte nè uove e ne burro.
Vediamo un pò che ci serve allora:

80 gr di farina
80 gr di miele
80 gr di zucchero integrale di canna
50 gr di mandorle sgusciate
50 gr di uvetta
40 gr di gherigli di noci
40 gr di nocciole sgusciate
30 gr di pinoli
20 gr di crusca
1 cucchiaio di cacao
noce moscata
cannella
pepe nero.

Pronti? Via! Metti in ammollo in una tazza di acqua tiepida l'uvetta per 15 minuti, trita le mandorle, le noci e le nocciole. Mescolale ai pinoli e all'uvetta scolata e asciugata, unisci il cacao, una presa di noce moscata, una di cannella e una manciata di pepe.
In una pentolina sciogli a fuoco moderato il miele e lo zucchero, incorpora la frutta secca, il cacao e le spezie mescolate e quindi fai cadere a pioggia la farina e la crusca. Mescola bene per amalgamare gli ingredienti.
Forma con il composto una pagnotta di forma tondeggiante e infornala a 160° per 30 minuti scarsi, deve risultare leggermente morbido.
Ideale da abbinare ad un vino dolce come il Ramandolo o il Picolit.

20 dicembre 2012

Barrette all'avena, sesamo e limone


Ingredienti:

100 gr di burro di soia
100 gr di miele
2 limoni bio
175 gr di fiocchi d'avena
50 gr di semi di sesamo tostati
sale

Preparazione:

Metti in una pentolina il burro, il miele, un pizzico di sale e la scorza dei 2 limoni bio grattugiata. Fai fondere a fuoco basso, aggiungi i fiocchi di avena e i semi di sesamo (precedentemente tostati 1 minuto in padella), mescolando fino a incorporarli bene.
Ricopri una teglia con carta da forno, versaci il composto e livellalo con una spatola.
Inforna a 180° per circa 15-20 minuti, togli dal forno e lascia raffreddare, poi taglia in piccole barrette.

L'aroma al limone ti conquisterà, da provare!

19 dicembre 2012

Pesto di pistacchi e basilico

Ingredienti:

75 gr di pisatacchi
50 gr di anacardi
60 gr di basilico fresco
1 spicchio e mezzo di aglio
125 ml di olio d'oliva e.v.
1/2 cucchiaino di sale integrale

Fai ammollare per 4 ore i pistacchi e gli anacardi. Risciacquali bene e frulla tutti gli ingredienti nel mixer, devi ottenere un composto morbido e vellutato.
Si può conservare 1 settimana in frigo, chiuso in un vasetto, o 6 mesi in congelatore.

17 dicembre 2012

Maionese vegan



Ingredienti:

150 ml di latte di soia
1 litro di olio di girasole
3 cucchiai di aceto di mele
2 cucchiai di senape
1 cucchiaiodi sciroppo di agave (o miele)
1 cucchiaino di sale

Preparazione:

Metti il latte, l'aceto, la senape, lo sciroppo e il sale nel robot da cucina, frulla il tutto e aggiungi lentamente l'olio a filo fino ad ottenere una crema densa e bianca.

16 dicembre 2012

Veg and Wine 2 - 15 dicembre 2012 - Aquila del Torre


 Anche la seconda edizione di Veg & Wine ha avuto un buonissimo riscontro da parte di tutti i partecipanti, dagli stuzzichini abbinati all'aperitivo fino al dolce, passando per i numerosi ingredienti crudi, formaggi e patè vegani e qualche ingrediente un pò fuori dal consueto, tutto è stato apprezzato al massimo e in molti hanno scoperto la potenzialità di una cucina semplice ma curata nei particolari.
Ottimi i vini "Aquila del Torre" abbinati alle portate, il Friulano Doc 2011,  Riesling Doc 2010, Sauvignon Blanc 2011, Merlot Doc 2009 e il Picolit Docg 2006, c'erano anche degli infusi fatti a freddo alla mela e zenzero.
Questa volta ospiti d'eccezione Giusi Foschia de "Il Giardino Commestibile" , che ha illustrato le proprietà di alcuni alimenti, privilegiando le erbe fresche essendo il suo campo di lavoro, e il ritorno entusiastico di Massimo Santinelli di "Biolab, Vegetarian e Vegan organic food", che questa volta ci ha raccontato in breve la storia della sua azienda e ha illustrato alcune motivazioni per una scelta alimentare consapevole, che ormai sta diventando quasi obbligata.
Grazie anche all'azienda "Fat come une volte", di Remanzacco che per la seconda volta ci ha procurato le migliori verdure fresche e di stagione, servite a preparare tutti i piatti.






Le basi per un buon ragù, carote fresche bio, peperoni bio, cipollotti, cipolla ed erbe fresche, per accogliere il buonissimo seitan di Biolab.

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Menù per Veg & Wine seconda edizione:

Aperitivo in Vineria.
con stuzzichini Biolab

in abbinamento AT Friulano Doc 2011

Ricotta di macadamia, pesto di pistacchi e basilico, tapenade di olive e capperi, in bicchiere.
Ricotta: Noci di Macadamia, succo di limone, acqua, sale integrale, pepe nero, aglio.
Pesto: Pistacchi, anacardi, basilico, aglio, olio di oliva, sale.
Tapenade: Semi di girasole, olive verdi e taggiasche, capperi, olio di oliva, aglio, prezzemolo, sale.

Cavoli e carote, finocchi all’arancia e kiwi, orzo al basilico e limone.
Cavolo viola, cavolo verza, carote, finocchi, arance, kiwi, orzo, basilico, limoni, olio di oliva, shoyu, germogli di alfa alfa, semi di zucca, semi di girasole, sale integrale.

Crostino al formaggio di anacardi e crostino all’hummus di ceci.
Formaggio: Anacardi, acqua, miso di riso, olio di cocco, limone, sale integrale. Guarnito con erba cipollina.
Hummus: Ceci, limone, olio di oliva, aglio, prezzemolo, sale. Guarnito con prezzemolo.

in abbinamento AT Riesling Doc 2010

Crèpe con ragù di seitan e vegpatè.
Crèpe: Farina 0, farina integrale, farina di ceci, latte di soia, acqua, olio di oliva, sale. Guarnita con valeriana e germogli misti.
Ragù: Seitan (BioLab), carote, peperoni, cipollotti, erbe fresche, shoyu, passata di pomodoro.
Vegpatè: Noci del brasile, semi di girasole, succo di limone, olio di cocco, acqua, olio di oliva, aceto di mele, lievito alimentare, sale integrale, prezzemolo essiccato, basilico essiccato, origano essiccato, timo essiccato, peperoncino.

in abbinamento AT Sauvignon Blanc 2011

Carpaccio di tempeh con salsa al sesamo e julienne di nori.
Tempeh, tamari, limone, olio di oliva, tahin, shoyu, alghe nori.

Patate al rosmarino con maionese vegan.
Patate rosse, rosmarino, sale integrale, olio di oliva.
Maionese vegan: Olio di girasole, latte di soia, senape, aceto di mele, sciroppo di agave, sale.

in abbinamento AT Merlot Doc 2009

Gelato di vino.
Gelato alla soia al Picolit.

in abbinamento AT Picolit Docg 2006
Cubetti di tofu alla spirulina e sesamo.



Ricotta di macadamia, pesto di pistacchi e basilico, tapenade di olive e capperi, in bicchiere.


Cavoli e carote, finocchi all’arancia e kiwi, orzo al basilico e limone.

Crostino con formaggio di anacardi.


Crèpes con ragù di seitan e vegpatè.


Carpaccio di Tempeh servito su foglia di cavolo verza sbollentato, ricoperto di salsa al sesamo Tahin e alghe nori tostate, e patate al rosmarino (di casa), con maionese vegan.


Massimo Santinelli illumina i partecipanti sul perchè di una scelta consapevole del cibo.



4 dicembre 2012

Finocchi all'arancia e kiwi


Tempo di finocchi e di kiwi, quindi perchè non unirli creando uno sposalizio di sapori?
Bastano 10 minuti per creare un insalata nuova e stuzzicante. Mondate un finocchio biologico bello grande, affettatelo grossolanamente, sbucciate 2 kiwi bio non troppo maturi, tagliateli a metà e affettateli come il finocchio, metteteli in una terrina. Spremete mezza arancia, e con il succo, due cucchiai di olio e mezzo cucchiaino di sale integrale, create il condimento che verserete sull'insalata. Potete unire qualche pezzetto di polpa di arancia e alcuni semini di papavero appena tostati, oppure di girasole.
Sono passati meno di 10 minuti e avete già finito? vuol dire che quest'insalatina vi ha preso per la gola, e allora buon appetito!

3 dicembre 2012

La via di uscita: L'incrinatura nel Matrix carnistico.

Il sistema carnistico è crivellato di assurdità, incongruenze e paradossi. E rafforzato da una complessa rete di difrse che ci permettono di credere senza dubitare, di conoscere senza pensare e di agire senza pensare. E un sistema coercitivo che ha sviluppato in noi un elaborata routine di esercizi mentali che ci impediscono di rimanere radicati nella nostra verità.
Quindi, non si può fare a meno di chiedersi: Perchè tutte queste acrobazie? Perchè il sistema deve spingersi fino a questo punto per restare indenne?
La risposta è semplice. Perchè teniamo agli animali e teniamo alla verità. E perchè il nostro sistema dipende dal nostro disinteresse ed è basato sull'inganno. Il carnismo è un castello di carte, un sistema incrinato e frammentato che ha bisogno di una fortezza per proteggersi dai suoi stessi sostenitori: noi.
E proprio come il Matrix cinematografico, la matrice del carnismo può imprigionare le nostre menti e i nostri cuori solo finchè saremo i secondini delle nostre stesse celle, finchè saremo volontariamente complici. Può ostacolare la realtà solo finchè accetteremo di vivere in una menzogna.

Tratto dal libro: Perchè amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche. Di Melanie Joy.